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Ramon

Parole ...in musica
Il mio amico Ramon....
Ramon, una persona atipica ma uguale a molti di noi, una persona fuori dal tempo ma presente come non mai, una persona che sogna ma con i piedi per terra, una persona amabile ma a volte irosa, una persona disponibile ma solo quando c'è. Ci sono periodi di assenza che ancora non sono riuscito a capire dove vada a finire, ma dopo ritorna ed è come se avesse ricaricato il suo spirito e la mente, tanto da tirare fuori teorie su Portoselvaggio, Uluzzio, l'uomo di Neanderthal, e sulla Grotta dei Cervi e la Grotta del Cavallo. Ci sarebbero tantissimi altri modi per presentarVi Ramon, ma forse quello che ho scritto prima, per ora, è sufficiente.... il resto lo scopriremo insieme più in avanti. Ho deciso, ho chiesto ed ho ottenuto la sua autorizzazione a pubblicare alcune delle sue composizioni,  che a me piacciono.
I suoi scritti sono lucidi, sobri, e vicini al nostro spirito, non sono poesie, ma componimenti, riflessioni, stati d'animo immediati che si fanno leggere tutti d'un fiato e con molta facilità, seppur scritti in molti tratti in dialetto...cosa che ci fa sentire , lo scritto, il pensiero, e l'uomo, molto vicino a noi.  Si rimane per ore ad ascoltarlo e sentirlo parlare di foreste fossili, di impronte, di percorsi, di solstizi di estate ed equinozio d'autunno senza riuscire, noi che ascoltiamo, a spiccicare una parola perchè troppo presi dai concetti che a valanga gli escono fuori , non dalla bocca, ma dal petto, dal cuore, dal cervello e questa è la cosa più avvincente...
E' un attimo rimanere coinvolti in questo turbine non appena dal solstizio d'estate si passa , nelle sue parole, alla discesa nelle nostre contrade del  grande principe barbaro Kurgan che  in sella al suo imponente e nero destriero si avventò sulla popolazione decimado i maschi e tenendo in vita solo le donne per le quali aveva prefigurato un altro destino. Poi si passa dal racconto su Kurgan agli scavi effettuati dal 1968 al 1980 dalla archeospeleologa Marija Gimbutas  nel bacino del Danubio, in Grecia ed in Italia che le danno la possibilità di approfondire la cultura europea  precedente alla influenza indoeuropea, periodo, questo, che la stessa definisce  "Europa Antica".
E stiamo parlando di un periodo che va dal 6300 al 2000 A.C. "Europa Antica" , i cui tratti salienti sono il predominare della figura femminile per eccellenza, la Dea Partenogenetica, che si autogenera rendendo la nascita della vita come motivo dominante di quella cultura.  Lo lasciamo parlare ascoltando le avvincenti teorie delle triangolazioni sul terreno che permisero agli uomini del Neanderthal di spostarsi lungo il territorio salentino verso l'estremo lembo di costa rivolta ad oriente. E poi, passando ad un altro argomento,  per esempio, gli chiediamo: ma la Grotta dei Cervi .... la grotta del Cavallo?  allora sedetevi, mettetevi comodi, prendete una birra perchè una nottata a parlare di sciamani, di denti fossili, pitture murali ed altro, non basta...... e già perchè... chi ti dice che non sia stato proprio l'uomo Uluzziano che, stanco di veder tramontare il sole sempre nella stessa direzione nel corso di migliaia di anni, non abbia deciso di andare incontro al sorgere del sole e, appunto, triangolando sul terriorio, non sia arrivato fino ad insediarsi dalle parti di Otranto e abbia messo su casa nella Grotta dei Cervi?
Da un pò di giorni lo chiamo. Non risponde. Chissà dov'è? Chissà dietro quale arcano sta correndo. Io vado avanti e questa composizione è la prima che pubblico. Spero Vi piaccia.
Buona Vita a tutti.
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