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Premessa alla Seconda Edizione

Era Un Mondo...
PREMESSA ALLA SECONDA EDIZIONE

È proprio vero che memoria scopre memoria!
Rileggendo i dodici racconti, che compongono la prima edizione del mio libro di narrativa per alunni di Scuola Media "Era un mondo diverso", mi son sentito ancora una volta proiettato in lontane vicende vissute in quel particolare contesto sociale, nel quale vissi la mìa infanzia e le ho subito fermate su carta.
Alla fine, pago del lavoro, ho scelto tre racconti per arricchire la prima edizione del libro, stimandoli abbastanza significativi e consoni con le tematiche ivi contenute.
Essi si rivelano provocatori di conversazioni e dibattiti, che l'insegnante di Materie Letterarie (e non solo questo!) saprà convenientemente intavolare con i suoi alunni.
Per mia diretta constatazione, riscontrata in alcuni "Incontri con l’Autore" realizzati presso classi di Scuola Media della provincia, nelle quali il libro è stato largamente adottato, gli alunni si sono mostrati vivamente interessati ad usi, costumi e tradizioni del nostro passato, nonché hanno rivelato un ceno acume critico nel naturale quanto ovvio confronto tra "ieri ed
oggi"-
Per eventuali "Incontri con l’Autore", con gli alunni di classi che adotteranno il libro, mi dico disponibile, ovviamente su invito dell'insegnante, che potrà rivolgermi direttamente telefonando al n° 0833 / 371677.
                                                                                                                                                                              L'Autore




NOTA DELL’AUTORE

La mia lunga ed attiva militanza di insegnante di materie letterarie nella Scuola Media statale a contatto di allievi dalla più varia indole e dalle diverse capacità, legate quasi sempre alla loro estrazione famigliare, mi ha chiaramente fatto capire quale tipo di lettura i nostri allievi preferiscono, seguono con un certo interesse, riescono a riassumere senza particolari difficoltà ed a leggere tutto d’ un fiato, specialmente quando la realtà narrata rispecchia in qualche modo il loro mondo e il loro vissuto.
Nello scrivere questi racconti, che non hanno alcuna pretesa d’opera d’arte, ho attinto perciò al mondo della mia particolare infanzia, alle mie esperienze di alunno delle Scuole Elementari e Medie, a tipi e figure caratteristiche del mio paese, che mi furono particolarmente cari, all’ambiente ed agli usi e costumi della società contadina e medio-borghese, che costituirono il mio mondo incantato di una fanciullezza serena e felice, che ancora ricordo con piacere non senza una punta di nostalgia.
Più che adoperare un linguaggio complesso e ricercato, tenendo presenti i destinatari di questo mio modesto lavoro, ho scelto di esprimermi nel modo più naturale, semplice e chiaro, preferito dai nostri alunni di Scuola Media a certi noiosi racconti e prose che, se pur validissimi, alla fine i nostri piccoli lettori non riescono a comprendere appieno, proprio perché lontani dai loro interessi e dal loro modo di pensare ed esprimersi.
Ritenendo di fare cosa agevole ai colleglli, ho fatto seguire ad ogni racconto una “Scheda di lavoro”, proponendovi alcune tracce di temi per classe, i quali, ovviamente, servono all’insegnante solo come suggerimento e perciò sono passibili di modifiche, adattamenti e completamenti, perché rispondano, il meglio possibile, alla capacità media dei propri alunni.
Ho trascurato dì proporre esercitazioni di lessico o di analisi logica e grammaticale, ritenendole superflue, giacché ciascun insegnante, a seconda del progredire dell’apprendimento di quelle nozioni da parte degli allievi, potrà adeguatamente proporre esercitazioni su tratti di racconto, che loro stessi sapranno scegliere.
Desidero, infine, sottolineare che, a mio modesto avviso, i motivi contenuti in questa raccolta di racconti non esulano dal mondo interiore e dal vissuto dei nostri alunni nella delicatissima fase della pre-adolescenza, per cui s’adattano ad offrire la possibilità di suscitare discussioni in classe o di intavolare utili conversazioni.
Per tale considerazione penso che questo libro risponde benissimo a quanto prescrive il “Programma didattico’’ per l’insegnamento dell’italiano nella Scuola Media (D.M. del 24.1V.1963), il quale così recita al comma 9: “L’insegnante disporrà periodicamente conversazioni in classe mediante le quali ogni alunno si abituerà a dare ordine ai suoi pensieri e quindi a perfezionare le sue capacità espressive. ”

                                                                                                                               Antonio Martano


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