Ramon - Nella prateria… non esistono gli affetti,.... - nardoartt.it

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Ramon - Nella prateria… non esistono gli affetti,....

Parole ...in musica
Nella prateria… non esistono gli affetti,
e manco le condanne: ma solo anime morte!
Renata, ti sarà facile, dunque, indagare
quella storia degli uomini uluzziani,
su quella lunga Epoca Matriarcale e pacifica
con le Dee creatrici della vita umana,                                                                                                                            
ove le donne erano esseri uguali agli uomini,
dimmi.
E ancora se hai possibilità di sapere,
di quella invasione violenta del popolo Kurgan,
di origine indoeuropea,
governato da Re guerrieri a gerarchia patriarcale
venuti dalle steppe caucasiche…
parla!
…i guerrieri a cavallo,
avevano fatto un tappeto di morti
e la baia era rossa di sangue
di nostri paesani,
quando apparve, sul suo cavallo morello,
Kurgan il Re,
con una faccia di Sapiens
e disse ai suoi guerrieri di scavare
un grande BUCO nella roccia.
Poi ordinò al Sole
d’attraversarlo
meravigliando tutti gli uomini in vita:
questo è il giorno della mia gloria,
il giorno del massimo orgoglio
e della mia forza maschile!
Le donne
erano ancora annichilite,
quando, improvvisamente,
la nostra DEA rigenatrice la vita
soffiando aprì,
accanto a quell’orrido monumento,
un piccolo foro:
la luce del SOLE che penetrò
fece librare nel cielo
“ la farfalla della trasformazione “
e la sua ombra si stampò
sul verde della macchia di Uluzziu,
e come sfuggita all’orrore,
portò con se tutte le anime
delle donne ammazzate
nella casa di Cassiopea, regina d’Etiopia.
Si, cara Renata,
volevo fotografare quei buchi e quel Sole,
e volevo parlarvi del Solstizio d’Estate,
ma soprattutto cercare quel linguaggio
annullato al pensiero
dell’uomo del Paleolitico,
e non parlare di ossa,
di denti scavati nella grotta del Cavallo,
ma caddi!
E bussa e ribussa
su quel punto vitale
e tu niente, non batti.
Ti ho ballato davanti
di dietro
chiamandoti
ma eri immobile con altri pensieri:
fofò ffanculu, mi dispiace,
ma la vita continua su piani diversi,
datti una mossa!
Abbi il coraggio di partire verso l’ignoto,
con quella certezza che sempre hai avuto
di trovare la vita:
amore, non stare lì fermo senza parole
abbi il coraggio d’andare
dove tutti pensano di non capire niente,
mentre tu più volte mi raccontasti di vedere
in quel buio senza parole.
Sono di guardia
di notte
e di giorno
a scrutare i fumi di caldo
del deserto che avanza
e i rumori dell’avamposto.
Conosco il nemico
e sono pronto a gridare
perché la mia solitudine
e le paure di oggi
sono reali.
Ma sto covando una rivoluzione interiore
per abbracciare gli amici
che mi hanno aiutato.
Chi è “ il serpente che ha bevuto l’olio del Faro”
che ha voluto ammazzare
la capacità d’immaginare nella Grotta dei Cervi?
Andando, andando, è più evidente
il refrain,
di questo nostro pensiero
che si sovrappone e annulla
le storie umane vissute nel passato.
Tu che pensi mio caro Ramon:
abbiamo annullato il vecchio sapere,
oppure abbiamo perduto tutta la fantasia
di dedurre che il TRIANGOLO
sulla testa del RE
della Grotta di Badisco
rappresenta la misura del tempo?
L’altro giorno sono ritornato a passeggio,
nel Parco di Porto selvaggio,
con persone amiche,
ed altri giovani che non conoscevo,
senza soggezione:
potevano essere grandi esperti
di filosofia,  astronomia
ma ero così sicuro di raccontare
la bellezza di Uluzziu…
Certo la mia storia,
un poco romanzata dei Neanderthal e
dei Sapiens,
del solstizio d’estate che veramente s’infila
in quel grande BUCO
fatto costruire dal Re Kurgan;
e del buchetto affianco
aperto con un soffio dalla Dea Madre,
per far nascere e volare una FARFALLA…
potrebbe sembrare incredibile,
ma abbiamo riso, giocato
e fatto il bagno nella baia di Uluzziu,
che profuma di macchia.
I miei sogni, ancora oggi
parlano lo stesso linguaggio della nascita,
hanno sempre la speranza
che esista un seno di donna:
e ogghiu cu bbesciu,
quandu apri lluecchi naddhrafiata,
se chiami lu nome mia,
se misienti e mmincarizzi,
o tindi vai naddhra fiata alla chiazza
ticendu: mmo tornu!

a Nardò nel 2016                    Ramon


tratto da Andare...Venire...Rinascere di Ramon
Editing Dino Martano
Photo by Pyrisi
Brano - Bent - King Wisp

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