nardoartt.it

Vai ai contenuti

Menu principale:

Oggi è
Sono le ore

Gli OBIETTIVI che il Comitato per le A.R.T.T. intende perseguire sono i seguenti:

-  recuperare le tradizioni scomparse;
-  conoscere le cripte del territorio salentino;
-  conoscere i segni del sacro presenti a Nardò: edicole ed icone;
- divulgare il precario stato di conservazione del nostro patrimonio;
- sensibilizzare gli enti interessati alla salvaguardia dei beni  ambientali e culturali.

Oltre alla normale attività di studio delle tradizioni e del recupero delle stesse, in questo periodo l' Associazione si dedica ad un progetto in particolare, e cioè il seguente: "Un Patrimonio da recuperare: la tradizione e la Cripta di Sant'Antonio Abate".





IL FENOMENO DELLE CRIPTE RUPESTRI NEL SALENTO


Le grotte hanno sempre interessato l'uomo sia dal punto di vista magico-spirituale, per culti o chiese rupestri sia per un utilizzo nella vita materiale, come abitazione o laboratorio.

Durante il periodo del Paleolitico le cavità e gli anfratti naturali sono utilizzati come rifugi senza subire adattamenti mentre nel Neolitico la mano dell'uomo è intervenuta, scavando artificialmente e modificando o realizzando ex novo cavità sotterranee.

Tale diverso atteggiamento nei confronti del territorio è direttamente collegato da un cambiamento sia climatico che di esigenze di vita che separano queste due fasi dell'era preistorica. L'interesse per le grotte si risveglia nell'Alto Medioevo identificando e denominando tale particolare momento storico come civiltà rupestre. La natura stessa del territorio pugliese, natura carsica, priva di acque di superficie ma percorsa dai solchi profondi scavati in tempi immemorabili dai corsi d'acqua inghiottiti dal sottosuolo, ha favorito sin dalla preistoria gli insediamenti in grotta. Le motivazioni del vivere in grotta si possono rintracciare sia come causa economica: è più facile scavare che costruire, sia come difesa, in quanto il sistema di scalette, stradine e viottoli scavati nella roccia fanno assumere all'insediamento le caratteristiche di un incastellamento. La civiltà alto-medioevale salentina è legata indissolubilmente alle vicende dei monaci basiliani che si rifugiarono nelle nostre terre, nascondendosi in anfratti naturali, in grotte rupestri, tra boschi o in località inaccessibili, profughi da Bisanzio in seguito alla feroce persecuzione, iniziata da Leone III Isaurico nel 725 d.C. e continuata dai suoi successori detti 'iconoclasti'. La Puglia verrà conquistata dai Bizantini nel 880 dando inizio così a quel processo che gli storici chiamano 'Ellenizzazione o Bizantizzazione', che culminerà nel 968 con la promozione della sede arcivescovile di Otranto da parte dell'Imperatore Niceforo II° Foca, al grado di Metropolita e quindi alle dirette dipendenze della sede patriarcale di Costantinopoli.
Questo fenomeno delle
chiese rupestri interessa non solo l'intera Puglia ma anche gran parte della Basilicata. Tali luoghi di culto, con le chiese spoglie di tutti gli accessori, rivelano chiaramente di essere stati concepiti in funzione del rito greco.
Tali
cripte però non hanno solo funzione di luogo di culto ma delle volte diventano punto di riferimento delle popolazioni anche cittadine per pellegrinaggi o per lo svolgimento di fiere e mercati, indispensabili per l'economia agricola locale.
Nelle
chiese rupestri si possono distinguere, per quanto riguarda la planimetria, tre schemi fondamentali:
1) il primo riguarda gli
invasi sacrali a nave unica monoabsidata. E' questa una forma arcaica di derivazione greco-orientale. Questa tipologia è presente nella cripta di Sant'Antonio Abate di Nardò;
2) il secondo si riferisce alle chiese rupestri suddivise in due navate sostenute da pilastri. Tale schema si diffuse nel secolo X e XI con specifiche tendenze architettoniche bizantine;
3) il terzo è lo
schema a tre navate.La povertà degli ambienti è riscattata dalla profusione di dipinti murali, per lo più teorie di santi inquadrati nelle nicchie o dipinti sui pilastri. Dal punto di vista tipologico si possono individuare due gruppi:
a- il primo costituito da luoghi di culto isolati: le
chiese-cripte, sparse nelle zone rurali;
b- il secondo caratterizzato da pochi
villaggi rupestri a destinazione civile.
In Puglia si conoscono oltre 300 cripte e purtroppo la maggior parte  sono adibite ad ovili, stalle e cantine. Gli atti di vandalismo poi hanno fatto il resto: gente ignorante che hanno inciso sulle pareti firme e date rovinando gli affreschi.

Anche i proprietari hanno rovinato queste cripte scavando dei buchi alla ricerca di qualche tesoro nascosto. Possiamo notare come tutti gli insediamenti rupestri villaggi e chiese-cripte si siano sviluppati lungo il percorso della via Appia Traiana e la via realizzata da Costantino.
(Fonte: "Città e Monastero - I Segni Urbani Di Nardò" - (Secc. XI-XV) Autore
Benedetto Vetere - Ed.Congedo - 1986)







Comitato A.R.T.T. - Comitato per le Attività di Recupero del Territorio e delle Tradizioni
Torna ai contenuti | Torna al menu